Che succede se si trova lavoro mentre si percepisce il reddito di cittadinanza?

Che succede se si trova lavoro mentre si percepisce il reddito di cittadinanza?

Il sussidio contro la povertà è cumulabile con i redditi da lavoro se non vengono superate determinate soglie fissate dalla legge.

Hai ottenuto il reddito di cittadinanza e hai iniziato a frequentare i corsi di formazione professionali proposti dal centro per l’impiego. Hai trovato un’occupazione part time dalla quale ricavi un reddito molto basso. Vuoi sapere se perderai automaticamente il reddito di cittadinanza.

Ha fatto molto discutere l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2019, di un sussidio universale contro la povertà detto reddito di cittadinanza. Per molti osservatori si tratta, infatti, di una misura assistenziale che costa molti soldi allo Stato ma non aiuta realmente le persone a trovare un lavoro. Chi percepisce tale beneficio potrebbe, nelle more, trovare un nuovo impiego e chiedersi: «Che succede se trovo lavoro mentre percepisco il reddito di cittadinanza?».

La percezione del sussidio non è del tutto incompatibile con il reddito da lavoro a condizione che le entrate complessive del nucleo familiare non superino le soglie indicate dal legislatore, che variano a seconda della condizione abitativa della famiglia.

Indice:

1 Reddito di cittadinanza: cos’è?

2 Reddito di cittadinanza: a chi spetta?

3 Reddito di cittadinanza: il patto per il lavoro

4 Reddito di cittadinanza e nuovo impiego

Reddito di cittadinanza: cos’è?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio introdotto dal legislatore a partire dal 1° gennaio 2019 come strumento di lotta alla povertà ed alla marginalità sociale nonché come mezzo di politica attiva del lavoro e di reinserimento professionale. L’introduzione di questa misura, infatti, è stata accompagnata dall’assunzione di centinaia di navigator che hanno il compito di reperire occasioni di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta?

Per poter richiedere il reddito di cittadinanza occorre essere in possesso di una serie di requisiti tra cui, in particolare:

essere cittadino italiano o di un Paese dell’Unione Europea oppure, in alternativa, essere residente in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 continuativi;

avere una certificazione Isee (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornata inferiore a 9.360 euro annui;

essere in possesso di un patrimonio immobiliare, fatta eccezione per la prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;

essere in possesso di un patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro. Questa soglia può essere incrementata in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare ed alle eventuali disabilità presenti nella famiglia;

avere un reddito complessivo familiare non superiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza (determinata dal numero dei componenti della famiglia e dalla presenza di disabili). La soglia reddituale è di 9.360 euro qualora il nucleo familiare risieda in un immobile in affitto.

Reddito di cittadinanza: il patto per il lavoro

L’intenzione del legislatore è collegare la fruizione del reddito di cittadinanza ad un percorso di reinserimento professionale così da consentire al percettore del sussidio di rendersi autonomo, dal punto di vista reddituale, attraverso il proprio lavoro. Per questo chi vuole fruire di questa misura deve sottoscrivere, presso il centro per l’impiego, il patto per il lavoro con cui si obbliga a partecipare attivamente alle iniziative di formazione e riqualificazione professionale che gli vengono proposte. Si tratta di una misura analoga a quanto già previsto per chi fruisce dell’indennità di disoccupazione Naspi.

Reddito di cittadinanza e nuovo impiego

Il percettore del reddito di cittadinanza che viene assunto durante il periodo di fruizione del sussidio ha l’obbligo di segnalare all’Inps l’avvio della nuova attività lavorativa attraverso il modello SR181-Esteso che deve essere trasmesso all’istituto previdenziale per il tramite di un ente di patronato entro 30 giorni dall’assunzione.

Il reimpiego non determina in automatico la revoca del reddito di cittadinanza che è compatibile con il reddito da lavoro se non si supera la soglia reddituale di accesso al sussidio. Per capire se il nuovo lavoro determina la perdita del RdC occorre, dunque, verificare a quanto ammonta il reddito percepito con la nuova occupazione. Il reddito di cittadinanza, infatti, spetta solo a coloro che hanno un reddito complessivo familiare non superiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza ed elevato a 9.360 euro qualora il nucleo familiare risieda in un immobile in locazione.

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