Bonus prima casa: che succede se i coniugi si separano?

L’agevolazione fiscale non si perde se il trasferimento immobiliare rientra nell’accordo di separazione consensuale.

I saggi dicono che mettersi d’accordo conviene ad entrambi: si evitano litigi, preoccupazioni e spese e si neutralizzano parecchi rischi. Questa verità si rivela negli accordi tra i coniugi: che succede al bonus prima casa se i coniugi si separano?

Succede che le agevolazioni concesse non decadono se si cede all’ormai ex coniuge, o ai figli, la casa acquistata con i benefici. È un’eccezione alla regola stabilita dalla legge: se vendi l’appartamento prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto perdi il bonus, ma questo non avviene se la cessione è prevista negli accordi di separazione. E non occorre neppure che entro l’anno successivo acquisti un’altra casa da destinare ad abitazione principale per te, dopo la separazione o il divorzio.

È una sorta di immunità fiscale che rende esentasse tutti i trasferimenti immobiliari realizzati in esecuzione degli accordi raggiunti tra i coniugi. Puoi stare tranquillo a questo proposito: lo ha affermato a chiare lettere la Corte di Cassazione, lo ha riconosciuto l’Agenzia delle Entrate e tutta la giurisprudenza tributaria si sta adeguando a questo principio, come dimostra l’ultima pronuncia emessa dalla Commissione tributaria regionale Lazio [1].

Quindi, se i coniugi si separano succede che il bonus prima casa resta intatto e non si perde. Ma deve trattarsi di una separazione consensuale, nel cui ambito i coniugi si sono messi d’accordo sul trasferimento dei beni immobili, e non di una separazione giudiziale dove i provvedimenti vengono emessi dal giudice. Il regime di favore spetta ai coniugi che, come afferma la nuova sentenza, raggiungono «la migliore sistemazione dei rapporti in vista della cessazione della loro convivenza».

Insomma, il beneficio fiscale è salvo per chi riesce a realizzare un’intesa con l’ex coniuge sull’attribuzione delle proprietà immobiliari. A seguire, vediamo quando e perché il Fisco non può revocare l’agevolazione concessa ai coniugi per acquistare la loro casa coniugale.

Indice:

1 Gli accordi di separazione 

2 Accordi di separazione: regime fiscale

3 Bonus prima casa e separazione dei coniugi

4 Approfondimenti

Gli accordi di separazione

Con la separazione consensuale i coniugi possono raggiungere un accordo per stabilire la regolamentazione dei loro rapporti nel periodo successivo allo scioglimento della relazione.

Si può trovare un’intesa sull’affido dei figli e sulla cifra dell’assegno di mantenimento da versare all’ex coniuge, ed è possibile trasferire la proprietà di beni immobili appartenenti ad uno o a entrambi i coniugi. In questo ambito, si possono stabilire un progetto di divisione immobiliare e l’attribuzione della proprietà della casa familiare, interamente o per quote.

Il tribunale, dopo aver verificato la conformità alla legge delle condizioni pattuite tra i coniugi, disporrà l’omologazione dell’accordo di separazione, rendendolo valido ed efficace senza necessità per le parti di dover redigere altri atti per trasferire le proprietà.

Accordi di separazione: regime fiscale

La tassazione degli accordi di separazione gode di un regime estremamente favorevole: i trasferimenti immobiliari sono esentasse per legge [2] e, dunque, non sono soggetti alle consuete imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali.

Il regime fiscale di favore si estende a tutte le attribuzioni patrimoniali compiute nell’ambito del nucleo familiare della coppia, quindi anche ai trasferimenti di proprietà in favore dei figli. Non sono compresi nell’esenzione, invece, i beni ceduti a terzi.

Bonus prima casa e separazione dei coniugi

Una coppia di coniugi può tranquillamente acquistare un immobile da destinare a propria abitazione principale usufruendo del bonus prima casa, che offre un notevole risparmio d’imposta. Ma cosa succede in caso di separazione? La Corte di Cassazione ha stabilito [3] che non c’è decadenza dalle agevolazioni quando l’immobile venga ceduto, in adempimento alle condizioni stabilite nell’accordo di separazione, anche prima del compimento dei cinque anni dal momento dell’acquisto agevolato.

Normalmente, la vendita infraquinquennale costituisce una causa di revoca delle agevolazioni concesse, a meno che non avvenga il riacquisto entro un anno di un altro immobile da destinare ad abitazione principale. Per i coniugi che si separano, invece, non esiste questo limite, purché la casa acquistata con le agevolazioni venga ceduta all’ex coniuge o ai figli.

La Suprema Corte [4] ha chiarito da tempo che la legge ha voluto favorire «gli atti e convenzioni che i coniugi, nel momento della crisi matrimoniale, pongono in essere nell’intento di regolare sotto il controllo del giudice i loro rapporti patrimoniali conseguenti alla separazione o divorzio, ivi compresi gli accordi che contengono il riconoscimento o il trasferimento della proprietà esclusiva di beni immobili all’uno o all’altro coniuge». Questa posizione è stata recepita anche dall’Agenzia delle Entrate [5].

Tieni presente che neanche quando, a seguito della separazione o del divorzio, la casa familiare viene assegnata ad uno dei due ex coniugi i benefici fiscali concessi non decadono, perché l’ex coniuge assegnatario non acquisisce la proprietà dell’immobile ma soltanto un diritto personale di godimento, per abitarvi insieme ai figli minori.

Note:

[1] Ctr Lazio, sent. n. 2540/21.

[2] Art. 19 L. n.74/1987.

[3] Cass. ord. n. 7966/2019.

[4] Cass. ord. n. 22023/2017.

[5] Agenzia Entrate, ris. n. 80/E/2019.

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