Ricorso multa con autovelox Velomatic.

Se l’Amministrazione produce i certificati, l’automobilista deve dimostrare la mancanza di taratura o il cattivo posizionamento e funzionamento dell’apparecchio.

Gli apparecchi di rilevamento elettronico della velocità cambiano spesso marca e modello. Ognuno ha le sue caratteristiche e specificità di funzionamento. In questo articolo esamineremo il ricorso per multa con l’autovelox Velomatic.

È un sistema in dotazione da anni alle forze di Polizia che lo usano sulle strade italiane. Gli addetti ai lavori conoscono bene il modello più utilizzato, il Velomatic 512. Si tratta di un dispositivo mobile, che consente di cambiare la dislocazione della postazione presidiata dagli agenti. Il fatto che la posizione dell’impianto sia variabile, anziché fissa, lo rende molto efficace nel rilevare gli eccessi di velocità compiuti dagli automobilisti.

Quando ti arriva una multa con l’autovelox Velomatic, puoi fare ricorso al giudice di Pace, o in alternativa al Prefetto, se si verificano una o più delle condizioni che ti descriveremo. In questo modo potrai ottenere l’annullamento del verbale ed evitare di pagare la multa. La prima cosa da fare è controllare gli elementi riportati sul verbale e la data di arrivo rispetto a quella di commissione dell’infrazione.

Indice:

1 Multa autovelox: devono fermarmi nell’immediatezza?

2 Autovelox modello Velomatic: taratura obbligatoria

3 Motivi di ricorso per multa con autovelox Velomatic

Multa autovelox: devono fermarmi nell’immediatezza?

Le infrazioni per eccesso di velocità possono essere validamente contestate in via differita [1], cioè successiva al momento dell’infrazione rilevata. Non è quindi necessario che il trasgressore venga fermato subito. La contestazione immediata è prevista solo «ove possibile» e, in concreto, è difficile fermare un veicolo in corsa senza mettere in pericolo la sicurezza stradale.

L’importante è che la postazione mobile sia presidiata dagli agenti al momento della rilevazione dell’infrazione. Il Velomatic è uno strumento mobile che, a differenza degli impianti fissi, non può funzionare in assenza della pattuglia. L’organo accertatore avrà 90 giorni di tempo per contestare l’infrazione. Il verbale spedito per la notifica al destinatario oltre tale termine è nullo.

Autovelox modello Velomatic: taratura obbligatoria

Tutti gli apparecchi di rilevazione della velocità dei veicoli su strada devono essere tarati e revisionati periodicamente [2], altrimenti le multe sono invalide. Anche gli autovelox mobili, come quelli della categoria Velomatic, sono compresi in questo obbligo di taratura, che è necessaria per garantire la corretta funzionalità dell’apparecchio e la sua attendibilità nella misurazione della velocità.

La Corte di Cassazione [3] ha recentemente affermato che la taratura e revisione periodica del Velomatic deve essere certificata a norma ISO-9001 ed eseguita da un centro autorizzato, come i laboratori Accredia. Per approfondire questo aspetto leggi l’articolo “Normativa taratura autovelox“.

Motivi di ricorso per multa con autovelox Velomatic

Se nel verbale non compare l’indicazione della taratura e della revisione praticata all’apparecchio, si può ricorrere al giudice di Pace per questo motivo di illegittimità, entro 30 giorni dal ricevimento del verbale. Ma l’Amministrazione potrebbe produrre anche successivamente, cioè nel corso del giudizio di opposizione, la documentazione comprovante l’omologazione dell’apparecchio, la sua taratura iniziale e le verifiche periodiche di funzionalità.

Se ciò accade, il ricorso dell’automobilista sarà respinto, come è avvenuto in un recente caso [4] dove il giudice ha ritenuto valida la dichiarazione dell’Ente che aveva depositato tali atti. «L’efficacia probatoria dello strumento rilevatore che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate: il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico», sancisce il tribunale.

Questo comporta che è il conducente a dover dimostrare concretamente che il funzionamento dell’apparecchio Velomatic era compromesso, altrimenti, prosegue la sentenza, «in presenza di certificato di taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consentito al giudice di merito sindacare le modalità con le quali tale taratura è stata effettuata».

In sostanza, se a seguito del ricorso promosso dall’automobilista contravvenzionato l’Amministrazione si costituisce in giudizio e deposita la documentazione formale comprovante la taratura, la corretta funzionalità dell’autovelox Velomatic si presume fino a prova contraria, che dovrà essere fornita dal trasgressore.

Tra gli altri motivi frequenti di illegittimità c’è l’autovelox Velomatic posizionato senza il decreto prefettizio che ne autorizza l’uso su quel tratto viario: questo provvedimento è indispensabile su tutte le strade secondarie ed urbane a scorrimento veloce, come le provinciali e le comunali, e in sua assenza la multa è nulla.

Note:

[1] Art. 201 Cod. strada.

[2] Art. 45, comma 6, Cod. strada e C. Cost. sent. n. 113/2015.

[3] Cass. sent. n. 1608 del 26.01.2021.

[4] Trib. Lecce, sent. n. 1213/21.

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