Successione conto corrente defunto.

Che succede alla morte di un correntista, come sbloccare il conto corrente e come avere gli interessi? Chi comunica alla banca il decesso? Cosa fare se un erede non vuole firmare in banca?

La successione del conto corrente del defunto è questione che presenta non pochi problemi.

C’è innanzitutto da risolvere il nodo del blocco del conto, operato dalla banca non appena avuto notizia del decesso del proprio cliente: blocco che permane fino a quando non viene presentata la dichiarazione di successione. Da ciò deriva l’impossibilità di effettuare prelievi anche per eventuali cointestatari.

Ci sono poi da definire le questioni relative alla divisione della giacenza, che potrebbe essere influenzata da un’eventuale cointestazione fittizia del conto.

In questo articolo risponderemo alle domande più frequenti in tema di successione del conto corrente del defunto. Ma procediamo con ordine.

Indice:

1 Cosa succede alla morte del titolare del conto corrente?

2 Come sbloccare il conto corrente del defunto?

3 Perché la banca blocca il conto corrente del defunto

4 Con lo sblocco del conto corrente del defunto spettano gli interessi?

5 Il conto in banca si chiude in automatico con la morte del titolare?

6 Chi comunica alla banca il decesso del titolare del conto corrente?

7 Accesso ai dati bancari del defunto

8 Prelievo sul conto del defunto dopo la morte

9 Cosa fare se un erede non vuole firmare in banca?

10 Quanto si paga di successione sui soldi in banca?

11 Come pagare il funerale con i soldi del defunto?

12 Come si fa la successione conto corrente defunto?

Cosa succede alla morte del titolare del conto corrente?

Non appena avuto notizia della morte del proprio cliente, la banca deve bloccare ogni possibilità di effettuare prelievi dal suo conto corrente. Ciò vale anche per l’eventuale cointestatario a firma disgiunta, per quanto questi riceva lo stipendio o la pensione sul conto stesso.

Non vengono bloccati però i pagamenti automatici (Rid) e la domiciliazione delle bollette. Allo stesso modo, non vengono bloccate le operazioni in ingresso: bonifici e pagamenti continuano a confluire sul conto nonostante il “congelamento” da parte della banca.

Come sbloccare il conto corrente del defunto?

Per passare alla successione del conto corrente defunto, ossia per poterne dividere la giacenza, è necessario procedere a rimuovere il blocco del conto effettuato dalla banca.

Per sbloccare il conto corrente del defunto è necessario presentare in banca la dichiarazione di successione. Tale adempimento, che va posto entro 1 anno dalla morte del correntista, è un obbligo di natura fiscale e serve per liquidare l’imposta sulle successioni.

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica da parte di qualsiasi erede (anche senza delega da parte degli altri). È quindi sufficiente una sola dichiarazione di successione anche in presenza di più eredi.

La dichiarazione di successione non implica l’accettazione tacita dell’eredità.

 

Con la presentazione della dichiarazione di successione, la banca liquida a ciascun erede la rispettiva quota del deposito giacente sul conto corrente. Non è quindi necessario che gli eredi si presentino tutti insieme, potendo tale operazione avvenire in momenti separati e singolarmente.

Perché la banca blocca il conto corrente del defunto

Non si tratta di un abuso ma di un vero e proprio obbligo imposto dalla legge. In particolare, l’articolo 48, comma 4, del Dlgs 31 ottobre 1990 n. 346 (cosiddetto Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni) dispone che i debitori del de cuius (tra cui appunto la banca) non possono pagare le somme dovute agli eredi, se non sia stata prima fornita – da almeno uno di essi – la prova della presentazione della dichiarazione di successione o della dichiarazione integrativa con l’indicazione del relativo credito.

Il blocco del conto del defunto è anche una garanzia per tutti gli eredi che, in tal modo, possono garantire i propri diritti patrimoniali sul denaro del de cuius da eventuali prelievi effettuati dal possessore del bancomat o da eventuali delegati alla firma o cointestatari.

Con lo sblocco del conto corrente del defunto spettano gli interessi?

La banca è tenuta a pagare agli eredi anche gli interessi attivi sul conto corrente che tuttavia decorrono non già dalla data del blocco del conto ma dalla presentazione della dichiarazione di successione [1].

Il conto in banca si chiude in automatico con la morte del titolare?

La morte del correntista non consente alla banca di chiudere in automatico il conto corrente del defunto. Tale decisione spetta solo agli eredi ma solo una volta ultimate le pratiche di successione e, quindi, dopo lo sblocco del conto (di tanto parleremo meglio a breve).

Questo significa che sul conto continuano a maturare le spese vive e le eventuali imposte.

Chi comunica alla banca il decesso del titolare del conto corrente?

La banca non è tenuta ad informarsi sullo stato di salute del proprio cliente, né riceve informazioni in merito all’eventuale morte dal Comune. Sono quindi i familiari del defunto e gli eredi a dover comunicare tempestivamente alla banca l’avvenuto decesso affinché questa blocchi il conto.

Accesso ai dati bancari del defunto

La banca deve comportarsi secondo prudenza, correttezza e buona fede nei confronti degli eredi. Deve quindi conservare integre le ragioni dell’eredità.

La banca peraltro, una volta identificati gli eredi, deve comportarsi nei loro confronti con trasparenza e diligenza, fornendo loro una puntuale ed esauriente informazione. Essa è tenuta ad inviare agli eredi, al più presto, ogni informazione in suo possesso sullo stato del conto corrente: la consistenza, la presenza di debiti, di polizze assicurative; possibilmente, a informarlo circa il diritto di recesso, ad interpellarlo riguardo all’esercizio di questo diritto e all’eventuale sospensione di pagamenti che l’erede ritenga non più utili.

Prelievo sul conto del defunto dopo la morte

Chi effettua un prelievo al bancomat dopo la morte del defunto deve restituire il denaro sottratto agli eredi, denaro che andrà quindi diviso secondo le rispettive quote.

Peraltro, chi ha prelevato il denaro dopo il decesso non potrà più rinunciare all’eredità e si considererà erede, dovendo pertanto rispondere – pro quota – delle eventuali obbligazioni lasciate dal defunto.

Cosa fare se un erede non vuole firmare in banca?

Per sbloccare il conto corrente del defunto non sono necessari il consenso e la collaborazione di tutti gli eredi. Come anticipato, infatti, anche un solo erede, singolarmente, può presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, depositarne una copia in banca e chiedere la liquidazione della propria quota della giacenza.

Se la banca dovesse opporre contestazioni non fondate, è possibile presentare un ricorso (anche online) all’Abf, l’Arbitro bancario e finanziario.

Viceversa, se il defunto ha lasciato in eredità dei prodotti finanziari come titoli di Stato, azioni o fondi di investimento, la vendita di essi è possibile solo con il consenso di tutti gli eredi.

Quanto si paga di successione sui soldi in banca?

L’imposta sulle successioni varia a seconda del grado di parentela che sussiste tra le parti.

Se il defunto era il coniuge, un ascendente o un discendente, l’imposta è pari al 4% della giacenza che tuttavia si applica solo sul valore eccedente a 1 milione di euro (franchigia). Quindi, con un’eredità complessivamente di 999,99 euro, non c’è imposta; con un’eredità di 1.100.000 euro, l’imposta è pari al 4% di 100mila euro.

Se il defunto era il fratello o la sorella, l’imposta è pari al 6% sul valore eccedente 100mila euro (franchigia).

Se il defunto era un parente fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado, l’imposta è del 6% (senza franchigia).

In tutti gli altri casi, l’imposta è pari all’8% (senza franchigia).

Se l’erede è un portatore di handicap, si applica sempre una franchigia di 1.500.000 euro, mentre l’aliquota è quella in base al rapporto di parentela (4%, 6% o 8%).

Come pagare il funerale con i soldi del defunto?

Eccezionalmente, la banca consente agli eredi un piccolo prelievo per pagare il funerale del defunto a patto però che ci sia il consenso di tutti gli altri coeredi.

Come si fa la successione conto corrente defunto?

La divisione del conto corrente del defunto avviene secondo le quote spettanti ai vari eredi.

L’eventuale cointestatario avrà diritto al 50% della giacenza che non cade in successione e che quindi non va divisa con gli altri eredi, a meno che questi ultimi dimostrino che la cointestazione era fittizia.

La cointestazione è fittizia quando è determinata da ragioni diverse dalla volontà di effettuare una donazione; il che succede, ad esempio, quando il titolare del conto voglia delegare un’altra persona ad effettuare le operazioni. Si può ritenere che la cointestazione sia fittizia in presenza di un conto alimentato con i redditi di uno solo dei cointestatari.

Note:

[1] Cass. ord. n. 9670/21.

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