Ubriachezza: quando la pena è diminuita o esclusa?

Imputabilità penale: cos’è e quando è esclusa? Quando una persona non è capace di intendere e di volere? Ubriachezza cronica e abituale: differenze.

Essere ubriachi non è reato, a meno che non si compia qualche azione proibita dalla legge, come ad esempio mettersi alla guida di un veicolo. L’ebbrezza può perfino costare un aumento della pena: secondo la legge, chi commette un reato in stato di ubriachezza abituale subisce un incremento della sanzione. Ciò che non tutti sanno, però, è che l’essere ebbri può condurre, al contrario, a un abbassamento della pena e, a volte, perfino alla sua totale esclusione. Hai compreso bene: essere colti in flagranza mentre si è totalmente ubriachi può essere sinonimo di salvezza.

Quando la pena è diminuita o esclusa per ubriachezza? Secondo la legge, esistono ipotesi (invero piuttosto rare) in cui l’intossicazione da alcol oppure da sostanze stupefacenti rende il soggetto incapace di intendere e di volere, esattamente come se soffrisse di una malattia mentale. In tali circostanze, sarebbe ingiusto punire colui che ha commesso un crimine senza nemmeno esserne pienamente consapevole. Insomma: l’intossicazione da alcol o da droghe può scagionare il reo. Quando la pena è esclusa o diminuita per ubriachezza? Prosegui nella lettura se cerchi la risposta a questa domanda.

Indice:

1 Imputabilità penale: cos’è?

2 Reato: quando una persona non è imputabile?

3 Ubriachezza: quando la pena è esclusa o diminuita?

4 Cronica intossicazione da alcol o droghe: cos’è?

5 Ubriachezza abituale: cos’è?

Imputabilità penale: cos’è?

Per scoprire quando la pena è esclusa o diminuita per ubriachezza bisogna spiegare innanzitutto cos’è l’imputabilità penale.

Secondo la legge, è imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere [1]. Una persona è capace di intendere e di volere (e, di conseguenza, è imputabile) quando è in grado di percepire la realtà esterna che lo circonda e di determinarsi agendo (o reagendo) in maniera cosciente.

Detto in altri termini, un individuo è capace di intendere e di volere se:

riesce a comprendere ciò che gli accade intorno;

ha il controllo dei propri stimoli e impulsi ad agire, anche in conseguenza a ciò che percepisce dall’esterno.

Reato: quando una persona non è imputabile?

Una persona incapace di intendere e di volere non è imputabile penalmente. Ciò significa che, se dovesse commettere un reato, non potrebbe essere processata.

In quali casi una persona non è imputabile? Secondo il Codice penale, un soggetto è incapace di intendere e di volere se:

è minore di quattordici anni;

è affetto da una patologia mentale tale da escludere del tutto le sue facoltà mentali;

è affetto da grave sordomutismo;

soffre di uno stato cronico di intossicazione da alcol o da sostanze stupefacenti tale da equipararlo a un malato di mente.

Ubriachezza: quando la pena è esclusa o diminuita?

L’ubriachezza di una persona è idonea ad escludere la sua imputabilità penale quando lo stato in cui versa sia equiparabile a un vero e proprio vizio di mente.

Secondo il Codice penale [2], per i fatti commessi in stato di cronica intossicazione prodotta da alcol ovvero da sostanze stupefacenti, si applicano le disposizioni inerenti al vizio di mente; di conseguenza:

se lo stato di intossicazione cronica è talmente importante da rendere il soggetto in una condizione equiparabile a colui che soffre di una gravissima patologia mentale, tale da escluderne la capacità di intendere e di volere, allora l’individuo non è imputabile e, pertanto, non può rispondere del reato;

se lo stato di intossicazione cronica da alcol o da droghe residua, nel soggetto, una parziale capacità di intendere e di volere, allora il reo è imputabile, ma la pena finale va ridotta.

Cronica intossicazione da alcol o droghe: cos’è?

In cosa consiste la cronica intossicazione da alcol o da sostanze stupefacenti in grado di escludere o di ridurre la capacità di intendere e di volere (e quindi, l’imputabilità) di un soggetto?

Secondo la Corte Costituzionale [3], la cronica intossicazione consiste in una situazione irreversibile in cui i fenomeni tossici sono stabili, persistendo anche dopo l’eliminazione delle sostanze assunte, con la conseguenza che la capacità del soggetto può essere permanentemente esclusa o grandemente ridotta.

Insomma: l’intossicazione cronica da alcol o da droghe è una vera e propria patologia e, come tale, se è idonea a ridurre le facoltà mentali, può anche escludere l’imputabilità penale del reo.

 

Ad esempio, sono patologie derivanti dall’assunzione di alcol il delirium tremens, la psicosi alcoolica di Korsakoff e la paranoia alcoolica.

Secondo la Corte di Cassazione [4], la ragione del riconoscimento di una diminuzione di pena qualora la condotta sia stata commessa in stato di cronica intossicazione da alcol o da sostanze stupefacenti risiede nell’esistenza di uno stato patologico di carattere cronico sulla capacità di intendere e volere al momento del fatto.

La determinazione della misura della diminuzione di pena conseguente all’accertamento della commissione del fatto in stato di cronica intossicazione da alcol deve essere graduata in funzione della gravità della malattia e della sua incidenza nella genesi della condotta illecita.

Ubriachezza abituale: cos’è?

A differenza dell’ubriachezza cronica, che è in grado di ridurre o escludere del tutto l’imputabilità penale, l’ubriachezza abituale comporta un aumento della pena.

Per legge [5], è considerato ubriaco abituale chi è dedito all’uso di bevande alcoliche e si trova in uno stato frequente di ubriachezza.

Qual è la differenza tra ubriachezza abituale e cronica? Mentre nel primo caso i fenomeni tossici non sono onnipresenti, venendo meno negli intervalli di astinenza, durante i quali il soggetto riacquista la capacità d’intendere e di volere, l’ubriachezza cronica incide permanentemente sulle capacità mentali del soggetto. Ecco perché l’ubriachezza abituale non può essere equiparata a un malattia e, pertanto, non è in grado di escludere l’imputabilità penale.

IN PRATICA

Se lo stato di intossicazione cronica è talmente importante da rendere il soggetto in una condizione equiparabile a colui che soffre di una gravissima patologia mentale, tale da escluderne la capacità di intendere e di volere, allora l’individuo non è imputabile e, pertanto, non può rispondere del reato.

Se lo stato di intossicazione cronica da alcol o da droghe residua, nel soggetto, una parziale capacità di intendere e di volere, allora il reo è imputabile, ma la pena finale va ridotta

Note:

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art. 95 cod. pen.

[3] Corte Cost., sent. n. 114/98.

[4] Cass., sent. n. 12949 del 6 aprile 2021.

[5] Art. 94 cod. pen.

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